Diabete Cane

Il mio cane e il mio gatto hanno il diabete?

Il diabete è una malattia causata da una carenza di insulina , un ormone prodotto dal pancreas. La carenza di insulina provoca il mancato utilizzo di zucchero ( glucosio ) da parte delle cellule dell’ organismo e di conseguenza si verifica un aumento dello zucchero ( glucosio) nel sangue.

diabete cane
I fattori predisponenti che aumentano la probabilita’ di malattia sono: scarsa attivita’ fisica, obesita’ e l’eta’ avanzata. Isintomi sono: l’ aumento della sete, l’ aumento dell’ appetito, l’ aumento della produzione di urina, e la perdita di peso.

Se il proprietario avverte qualche segnale di allarme, occorre portare il proprio pet dal veterinario, che dopo avere raccolto tutte le informazioni , fara’ una visita clinica e consigliera’ esami del sangue e dell’ urina.

Se verra’ fatta la diagnosi di diabete, il veterinario consigliera’ la miglior cura e aiutera’ il proprietario nella gestione del proprio pet. Una diagnosi precoce è di fondamentale importanza per prevenire tante complicazioni, addirittura la cataratta diabetica che puo’ portare a cecita’.

Cani e gatti in cui il diabete viene diagnosticato precocemente, curato e monitorato correttamente, hanno una buona qualita’ della vita e la stessa aspettativa di vita di cani e gatti non diabetici.

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E’ più intelligente il cane o il gatto?

L’intelligenza è da sempre un argomento dibattuto tra gli scienziati di tutto il mondo; già Aristotele riteneva che i cani e gli esseri umani differissero solo nel grado di possesso di certe doti mentali.

La maggior parte dei ricercatori sono concordi nel definite l’intelligenza come la capacità di produrre un comportamento adattativo e funzionale al raggiungimento di uno scopo.

Lo psicologo Stanley Coren, autore di numerosi testi sull’intelligenza dei cani, collega i comportamenti intelligenti dei cani alla lunga convivenza con l’uomo.

Coren individua 3 tipi di intelligenza nel cane:quella istintiva, presente fin dalla nascita, quella adattativa e quella lavorativa (o ubbiditiva); inoltre i cani hanno anche la capacità di farsi intendere e di capirci.

L’intelligenza nel cane è di tipo collaborativo: ama i giochi di squadra e quando si trova di fronte ad un problema da risolvere chiede spesso aiuto all’uomo. Per questo motivo, per stimolarlo a risolvere i problemi, è consigliabile utilizzare i giochi di attivazione mentale, sin da quando è cucciolo. Utile anche insegnargli il gioco del “cerca”, che consiste nel nascondere un bocconcino e poi invitare il pet a cercarlo. Questo tipo di gioco facilita l’esplorazione e l’esercizio olfattivo.

Il gioco è un’attività che ha un valore educativo rilevante, perchè consente al pet di apprendere cose nuove divertendosi. I giochi di attivazione mentale, di ricerca e collaborativi sono particolarmente indicati perchè consentono al cane di sviluppare al meglio le sue qualità, sotto il profilo dell’integrazione sociale. I cani che vengono stimolati fin da cuccioli riescono a raggiungere risultati sorprendenti anche nel risolvere i problemi da soli.

L‘intelligenza nel gatto, che ha un’eccellente curiosità esplorativa, è atta a risolvere problemi. Il gatto è capace cioè di risolvere problemi senza l’aiuto di nessuno, questo grazie alla sua natura predatoria.
Infatti è un solista che ama sperimentare e risolvere situazioni difficoltose, senza l’aiuto di nessuno. Più un gatto riesce ad utilizzare le sue doti fisiche e mentali, più sarà intelligente.

L’ambiente in cui cresce e vive sarà dunque rilevante per lo sviluppo di certe sue abilità.
Un gatto urbano avrà un’intelligenza comunicativa più sviluppata rispetto a quella di un gatto selvatico, che avrà invece maggiori capacità predatorie indispensabili per procurarsi il cibo.

Molte ricerche sono state condotte con l’obiettivo di definire una delle due specie più intelligente dell’altra, anche se può essere un errore paragonare tra loro specie tanto diverse. Ciascuna delle due specie ha una propria intelligenza e queste diverse capacità hanno consentito la loro sopravvivenza.

Uno studio della Vanderbit University del Tennessee (USA) considera come parametro il numero di neuroni cerebrali presenti. In tal caso il cane con 530 milioni di neuroni cerebrali sarebbe di gran lunga più intelligente del gatto che ne ha solo 250 milioni.

Se fosse solo una questione di numeri il cane avrebbe più o meno la stessa intelligenza diel procione e del leone, mentre il gatto assomiglierebbe molto all’orso; uno degli animali più intelligenti sarebbe senz’altro l’elefante con i suoi 5,6 miliardi di neuroni cerebrali!!

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Il Cane contro l’infarto!

E’ risaputo che la compagnia di un cane influisce positivamente sul benessere mentale del proprietario e favorisce i suoi contatti sociali contrastando l’isolamento. Il recente studio di un gruppo di ricercatori svedesi, pubblicato nel 2017, ha evidenziato che questo ha anche un importante effetto preventivo sulla comparsa delle patologie cardiovascolari.

Lo studio sull’aiuto del cane nel contrastare l’infarto

Nello studio suddetto sono stati inclusi tutti i residenti permanenti di età compresa tra 40 e 80 anni, circa 3,4 milioni di svedesi, che sono stati seguiti per un periodo di 12 anni durante i quali sono state registrate le procedure mediche che li hanno coinvolti (estrapolate dal sistema sanitario).
Il 13% del campione è proprietario di un cane e questo dato è stato ricavato consultando l’anagrafe canina nazionale a cui è registrato l’83% dei cani in Svezia.

E’ stata anche esaminata la struttura familiare; nelle famiglie composte da più persone si è verificata una riduzione della mortalità dell’11% mentre in quelle di 1 sola persona la riduzione è stata del 33%, questo senza prendere in esame alcuna eziologia specifica.

Considerando invece le cause cardiovascolari è stata registrata una riduzione della mortalità del 15% nel primo caso e del 36% nel secondo.
Si tratta del primo studio su larga scala e pur con i limiti che presenta consente di dimostrare i benefici che la compagnia di un cane può portare alla salute del suo proprietario.

Il cane e la prevenzione della sedentarietà

Come precedenti studi hanno evidenziato l’animale diminuisce l’isolamento sociale del proprietario, fa si che questo abbia più rapporti con i suoi consimili agendo sul suo stato d’animo e diminuendo la componente depressiva ;migliora l’umore e aumenta l’autostima perché il cane ama il suo padrone come tale, senza riserve o critiche.

A livello fisico gli impone più uscite quotidiane a intervalli regolari e questo comporta un’attività fisica che si riflette positivamente sul suo stato di salute, sulla funzionalità cardiovascolare e in definitiva sulla diminuzione della mortalità.

Tutto quello che abbiamo sempre intuitivamente pensato è ora scientificamente provato con dati incontrovertibili che possono essere tenuti in considerazione anche nei programmi di prevenzione sanitaria nazionale e nei programmi di riabilitazione dei pazienti cardiovascolari.

Sarebbe interessante poter confermare questi dati riferendoli ad un paese mediterraneo come il nostro dove lo stile di vita, il clima e la dieta sono notevolmente diversi dalla Svezia.

come educare gatto

COME EDUCARE UN GATTO

Il gatto e’ uno degli animali da compagnia piu’ amati al mondo, quindi la capacità di capire come educare un gatto  è di fondamentale importanza per un gran numero di persone.

Come educare un gatto in casa

Non e’ un lavoro difficile, soprattutto se si comincia quando é ancora piccolo. Nonostante
l’ apparente carattere schivo e riservato,il gatto e’ capace di grandi dimostrazioni di affetto nei confronti della persona che se ne prende cura, a patto che questa rispetti le sue esigenze e la sua indole “selvatica”.

Pertanto il primo passo e’ quello di conquistare la sua fiducia, concedendogli le coccole che richiede, senza mai eccedere e rispettando i suoi spazi. Il gatto ama farsi coccolare ad alte frequenze e bassa intensita’, quindi la regola d’oro e’ essere sempre delicati e smettere se il gatto manifesta segnali di insofferenza.

Di norma, un gattino dovrebbe essere separato dalla madre e dai fratelli non prima dei 2 mesi; in questo periodo impara i fondamenti comportamentali e relazionali, impara a dosare la forza del suo morso e impara a valutare le situazioni in cui usare gli artigli e quelle in cui e’ meglio non usarli.

Durante la fase “educativa” e’ importante trovare con lui un canale educativo .
A differenza di quanto si potrebbe pensare, i gatti sono particolarmente reattivi alla voce e alle parole oltre che alla nostra mimica facciale. Bisogna ricordare che l’ udito nel gatto e’ estremamente amplificato rispetto a quello dell’ uomo e quindi attenzione a non urlare perche’ si potrebbe spaventare.

Nel momento in cui entra in casa diventa un componente della famiglia.
Lo si puo’ chiamare quando e’ pronta la pappa, incoraggiare e premiare se fa qualcosa di giusto.
Una delle difficolta’ maggiori quando un cucciolo entra in casa e’ l’ insegnamento al rispetto dell’ ambiente: non graffiare i mobili e non fare i suoi bisogni fuori dalla lettiera.

Come educare un gatto ad usare la lettiera e a non graffiare

Fin da subito il gatto deve avere a sua disposizione il tiragraffi e una cassettina con lettiera.
Dovrebbe avere a disposizione giochi con cui giocare da solo e giochi da fare con il suo proprietario.
Non bisogna obbligarlo a fare niente con la forza ma, possibilmente, stimolarlo con il gioco. Non create confusione e fate in modo che ogni suo oggetto sia dedicato a una specifica destinazione d’uso.
Non portatelo a giocare nella cassettina dei bisogni ma fategli capire che che quello e’ lo spazio dedicato alle sue impellenze, lodandolo e pemiandolo gia’ dalle prime volte che viene utilizzata.
Trovategli un posto riservato, non troppo in vista e lontano da elettrodomestici rumorosi.
Il gatto ama la sua privacy e tranquilltita’.

sindrome brachicefalica spiegazione

Approfondiamo la Sindrome Brachicefalica

La sindrome brachicefalica o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori ( BAOS ) è una condizione patologica che interessa prevalentemente i cani brachicefali ( cani a muso corto ) .

Le razze piu’ colpite sono: carlino, bulldog inglese, boule dogue francese innanzi tutto, poi anche boston terrier, pechinese, cavalier king charles spaniel, sharpei e shitzu. Si tratta di razze selezionate negli anni privilegiando l’ aspetto estetico rispetto a quello funzionale.

sindrome brachicefalica spiegazione

In questi cani si verifica un accrescimento osseo della testa in larghezza , ma non in lunghezza, mentre i tessuti molli non sono ridotti proporzionalmente allo scheletro osseo che li contiene.

Questa condizione provoca una serie di alterazioni che ostacolano il passaggio dell’ aria durante la respirazione e di conseguenza danno segni clinici.

Tutti i cani brachicefali sono da considerare ”malati” , ed è un atteggiamento pericoloso e superficiale considerare il respiro rumoroso, l’ affaticabilita,’ il russamento e la sincope come come sintomi ”normali”.

Le alterazioni congenite sono:

  • stenosi delle narici
  • palato molle allungato e ispessito
  • trachea ipoplasica

Le alterazioni acquisite sono:

  • collasso laringeo
  • eversione dei sacculi laringei

I soggetti colpiti da BAOS possono passare molto rapidamente da uno stato di difficolta’ respiratoria leggera, che spesso viene considerata normale dal proprietario, a gravi episodi di difficolta’ respiratoria.

Questa puo’ insorgere come conseguenza di minima attivita’ fisica o in condizioni di temperatura ambientale elevata.

Nella nostra pratica clinica consigliamo ai proprietari di cani brachicefali di portare il proprio cane in clinica per una visita.

Poi programmiamo un’ esame endoscopico che serve per fare una diagnosi e stadiare la BAOS; successivamente nell’ambito della stessa seduta anestesiologica si esegue un ‘ intervento correttivo che consiste principalmente nell’ allargamento delle narici e nell’ accorciamento del palato molle, e di altre correzioni se richiesto.

Nella maggior parte dei casi si ha un importante miglioramento.

colpo di calore cane

IL COLPO DI CALORE

Il colpo di calore: un pericolo estivo per il cane!

Il colpo di calore è una condizione caratterizzata da un rapido e notevole aumento della temperatura corporea, è un emergenza che puo’ essere molto pericolosa per il proprio cane.

Purtroppo il cane ( a differenza dell’ uomo ) ha un sistema di termoregolazione poco efficiente.

Mentre l’ uomo elimina calore aumentando la frequenza respiratoria e sudando, il cane avendo pochissime ghiandole sudoripare, non puo’ sudare e puo’ solo aumentare la frequenza respiratoria.

I cani piu’ a rischio sono :

  • cani brachicefali ( cani a muso corto )
  • cani anziani
  • cani con malattie cardiache
  • cani con malattie respiratorie

Le condizioni che favoriscono il colpo di calore sono l’ attivita’ fisica e condizioni ambientali con elevata umidita’ e temperatura.

Come intervenire in caso di colpo di calore.

Se il proprietario nota che il proprio cane ha un notevole aumento della frequenza respiratoria, respiro affannoso a bocca aperta e non si riprende rapidamente, occorre da subito portarlo in un’ ambiente fresco e ventilato e bagnarlo con acqua fresca.

Se la situazione non si risolve è necessario portare il cane urgentemente in clinica e il veterinario valutera’ la migliore terapia.

Un Amore Speciale a San Valentino!

Anche quest’anno sta per arrivare San Valentino, giorno tanto atteso dagli innamorati, quanto odiato dai Single.

Siamo sicuri che il compagno migliore con cui trascorrerlo non sia proprio il nostro amato animale?

sanvalentinoIn passato Natalie Angier, nota scrittrice e giornalista scientifica negli U.S.A., ha sostenuto, riportando i dati di un’indagine sulla relazione uomo-animale, che il proprio cane o il proprio gatto possano essere dei compagni molto più apprezzabili di uomini o donne stesse. In particolare risulta che il 40% delle donne in un matrimonio dichiara di sentire più sostegno emotivo da un animale domestico piuttosto che dal proprio marito.

Insomma, coccolare il nostro animale ed immergerci nel suo pelo con coccole e carezze potrebbe essere molto più propedeutico alla felicità personale, al superamento di periodi difficili,  che cercare l’aiuto del proprio marito. Questo perché condividere gioie e dolori con il nostro animale da compagnia risulta una cosa molto spontanea, e la sua reazione alle nostre attenzioni molto più vera e autentica delle finte premure di circostanza che molte donne affermano di sentir provenire dai propri compagni.

Ciò che distingue il comportamento degli animali, in special modo i cani, è il fatto di garantire una fedeltà e un attaccamento affettivo che sono tutt’altro che scontati nel genere umano, molto più egoistico per sua natura. Un animale invece è affidabile sempre, non si corre il rischio di restare abbandonati o delusi, un animale non giudica e soprattutto non ci lascia mai soli nel momento del bisogno.

Pensate poi anche a quanti, probabilmente anche alcuni di voi, permettono al cane di dormire nel letto con loro, anche questo comportamento ha una spiegazione sia affettiva sia psicologica, il cane infatti decide di dormire con voi, vi vuole stare vicino e questo trasmette un senso di gratificazione alle vostre sinapsi celebrali. Ovviamente quella psicologica è solo un piccola componente di questo comportamento, la gran parte del merito è ovviamente nel rapporto d’amore che si viene a creare con un animale che vive con noi 24 ore al giorno tutti i giorni dell’anno, è quindi inevitabile che, soprattutto nel caso dei single, diventi una fonte di affetto e di sicurezza dalla quale non ci si vuole allontanare nemmeno nelle ore notturne.

sanValentino2Inoltre se consideriamo che è risaputo che i cani facilitano anche l’interazione sociale, potrebbe essere una buona idea per chi non ha ancora trovato la sua anima gemella uscire più spesso a spasso con il proprio cane in questo periodo, potrebbe essere l’occasione giusta per far nuove conoscenze! Attenzione però gli studi hanno scoperto anche che il modo in cui si interagisce con il proprio animale è indicativo del modo in cui si vivono anche i rapporti, per questo soprattutto le donne, sempre a detta dello stesso studio, ricavano una prima idea dell’uomo che hanno davanti osservando come si rapporta con il proprio animale, d’altronde se vediamo una persona con atteggiamenti burberi e minacciosi con il proprio animale è facile intuire che probabilmente la sua natura comportamentale lo porterà ad avere gli stessi atteggiamenti nei confronti di una persona. (ovviamente non visibili durante i primi periodi in cui in una coppia sono tutte rose e fiori!)

Se invece siete già felicemente impegnati la presenza di un animale può migliorare il rapporto di coppia.

Infatti i  partner che vivono con cani o gatti hanno maggiori probabilità di essere soddisfatti del loro rapporto rispetto a coloro che non hanno amici pelosi. Uno studio condotto dall’università dell’indiana ( U.S.A), ha dimostrato come le coppie che convivono con un animale da compagnia mostrino livelli meno intensi di stress nei conflitti (pressione sanguigna più bassa, ritorno alla normalità in minor tempo).  Questo grazie al fatto che il vostro amico peloso funziona un po come ammortizzatore dei malumori, riducendo significativamente l’entità delle risposte fisiologiche associate allo stress in entrambi i partner.

Insomma  se avete un animale a farvi compagnia duranti i vostri giorni, anche per San Valentino potete già sentirvi amati, sapendo che, se siete single avrete sempre chi vi terrà compagnia e riempirà di positività, se invece siete una coppia allora interverrà positivamente nelle vostre relazioni, rendendo questo periodo dell’anno più sereno e positivo.

il cane mi capisce quando parlo?

IL TUO CANE TI CAPISCE ?

Il cane mi capisce quando parlo? Ti sei mai posto questa domanda? Scommettiamo di si.

Ecco allora alcune preziose informazioni che possono aiutarti a capire meglio il rapporto con il tuo amico peloso.

Qualche tempo fa gli psicologi inglesi Victoria Ratcliffe e David Reb dell’Università del Sussex hanno pubblicato un interessante studio sulla rivista Current Biology.

Lo studio è stato condotto su un campione di 250 cani con l’obiettivo di interpretare le risposte di questi al linguaggio umano, insomma proprio per rispondere a domande del tipo il cane mi capisce quando parlo? . E’ la prima volta che vengono analizzate le reazioni alla comunicazione tra uomo e cane.

il cane mi capisce quando parlo?Nella percezione del linguaggio l’emisfero sinistro del cervello è più sensibile alla componente fonemica mentre l’emisfero destro è specializzato all’accento ed alla intonazione (cioè alla componente emozionale ).

Quando viene attivato l’emisfero destro dell’encefalo si può osservare un’inclinazione del capo verso sinistra e viceversa; quando parliamo al nostro cane questo in genere ruota la testa sia a destra che a sinistra.

Gli autori nel loro lavoro hanno utilizzato un computer che pronunciava delle frasi senza alcuna componente emotiva o inflessione nel linguaggio; in questo caso i soggetti del campione attivavano l’emisfero sinistro.

Se le stesse frasi venivano pronunciate da una persona allora veniva attivato l’emisfero destro perchè il cane si concentrava sul suono.

Utilizzando il paradigma testa-orientamento è stato registrata la “risposta di orientamento” in base alla manipolazione del discorso testato.

I risultati forniscono informazioni sui meccanismi di percezione vocale interspecifica tra l’uomo ed il cane chiarendo la capacità cognitiva di quest’ultimo.

Insomma se ti stavi chiedendo “il cane mi capisce quando parlo?'” ora sai che la risposta è certamente si !

Ovviamente la velocità nell’elaborazione varia da soggetto a soggetto in base alla sua dotazione genetica, al carattere e all’esperienza di ciascuno.

Questa ricerca avvalora la consapevolezza della sintonia che c’è tra noi ed il nostro amico peloso ed è ancora una volta la prova delle potenzialità che ha il cane, potenzialità che possiamo sfruttare al meglio rispettando la sua sensibilità e la sua personalità!

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La salute al 1° posto !

La salute dei nostri amici a 4 zampe è importante, non correre rischi inutili!

A volte i prezzi richiesti da certi servizi veterinari possono sembrare leggermente alti, ma in realtà dietro c’è una garanzia di qualità importantissima, sopratutto quando si parla della salute dei nostri amici a 4 zampe !

Questo simpatico video realizzato dai colleghi di Veteriniamo dà un’idea sui rischi ai quali si va incontro quando si cerca solamente il prezzo più basso, non tenendo in considerazione la professionalità, la qualità delle attrezzature e tutto ciò che un ottimo veterinario deve possedere per garantire ai nostri amici pelosi un trattemento efficace e più sicuro possibile.

 

Spesso prezzi più alti nascono come diretta conseguenza dei costi più alti che chi vuole eccellere in questo settore deve sostenere, possono essere spese per attrezzature all’avanguardia, spese per aggiornamenti continui dello staff in modo che sia sempre informato delle novità in materia, spese per certificati e autorizzazioni che garantiscono qualità e sicurezza dell’ambiente in cui i veterinari operano e tanto altro.

Se si trattasse della vostra salute preferireste farvi curare in un capanno di fortuna e spendere pochi euro o farvi curare nella migliore struttura possibile, con tutte le precauzioni del caso?

Per gli animali non è, e non può essere diverso, sono parte integrante delle nostre vite, fedeli compagni di tutti i giorni, e quando hanno bisogno di cure è bene pensare innanzitutto alla loro salute e alla loro sicurezza.

Occorre quindi diffidare di chi propone prezzi stracciati e non in linea con quelli del settore, altrimenti a farne le spese saranno proprio i nostri incolpevoli amici animali.

 

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La Gravidanza nei Gatti

 

La gravidanza nella gatta, tutto ciò che c’è da sapere !

La gravidanza nei gatti, o meglio il parto,  come in tutti i mammiferi, è l’insieme dei processi naturali o delle operazioni ostetriche per mezzo dei quali avviene l’espulsione o l’estrazione del feto e degli annessi fetali.

gestazione gattiIl parto viene distinto in tre stadi: un primo stadio caratterizzato dalle contrazioni uterine inapparenti e dalla dilatazione della cervice, un secondo che include l’espulsione dei feti attraverso la cervice completamente dilatata e un terzo stadio che comporta l’espulsione delle membrane fetali. Il parto viene definito eutocico quando si svolge spontaneamente, distocico quando avviene con difficoltà.

La prevalenza delle distocie nella gatta varia dal 3,3 al 5,8%. La conoscenza delle normali caratteristiche del parto è necessaria per il pronto riconoscimento delle distocie. La mortalità dei gattini è direttamente correlata alla durata del parto; quando la durata complessiva oltrepassa le 24 ore la mortalità neonatale è elevata e aumentano anche i rischi per la gatta.

Durata media della gestazione nei gatti:

I stadio:                                                2-12 ore

Intervallo inizio II stadio – primo nato:  1-4 ore

Intervallo fra i singoli nati:                    10min-2 ore

Durata totale II stadio:                          <10 ore

Tempo totale dall’inizio del I stadio:     4-42 ore

Dopo aver valutato che si tratta di un parto distocico la possibilità di risoluzione includono la terapia farmacologica, l’assistenza manuale o l’intervento chirurgico.

A seguito della gravidanza nei gatti, in corso di parto spontaneo, dopo le prime cure, la madre avvicina il neonato al proprio corpo indirizzandolo verso la mammella. Il contatto con la superficie corporea materna e con quella di altri cuccioli permette al neonato di correggere progressivamente la propria ipotermia.

Nel box parto deve essere assicurata un’adeguata temperatura ambientale per impedire l’eccessiva dispersione di calore del neonato e il protrarsi dell’ipotermia neonatale; la temperatura ambiente dovrebbe inoltre essere regolata in base all’età neonatale:

T° box parto:

                        Al parto:                  31-32°C

                        I settimana:             27-32°C

                        II-III settimana:        24-27°C

                        Dalla IV settimana:  20-24°C

Dopo la gravidanza dei gatti è molto importante prestare attenzione al peso dei gattini al momento del parto. Questo è un fattore molto importante e spesso sottovalutato;  fornisce indicazioni sullo stato di nutrizione, influenza la vitalità alla nascita e la capacità di contrastare l’ipotermia e di mantenere l’omeostasi glicemica nonché la resitenza alle infezioni neonatali.

Nel gatto un peso alla nascita di 90-110gr è considerato normale ma vi sono comunque differenze fra le razze così che per il gatto orientale il peso alla nascita è in media di 75-80 gr mentre per il Maine Coon la media è di circa 120gr.gravidanza gatti

Anche l’uniformità di peso nell’ambito della stessa cucciolata è importante: i neonati non dovrebbero avere fra loro differenze di peso superiore al 25%.

La valutazione del peso andrebbe eseguita prima della prima poppata con bilance in grado di misurare anche piccole variazioni di peso.

A seguito della gravidanza nei gatti l’assunzione del colostro subito dopo la nascita riveste notevole importanza e assolve numerose funzioni. I neonati di normale vitalità cercano la mammella subito dopo la nascita, sono in grado di attaccarsi al capezzolo e poppano attivamente e con vigore con un efficiente riflesso della suzione e della deglutizione.

La permeabilità intestinale alle macromolecole del colostro è massima nelle prime 3-4 ore e si esaurisce entro le 12-24 ore dopo la nascita; nella gestione dei gattini è quindi importante osservare che tutti i nati abbiano poppato nelle prime ore dopo la nascita o almeno entro le 24ore successive.

In tutti i casi di assistenza al parto è necessario osservare il comportamento materno; a seguito della gravidanza nei gatti,  infatti, le femmine con normale attitudine forniscono adeguate cure dopo l’espulsione di ogni singolo feto.

Queste consistono nella liberazione del neonato dalle membrane fetali, nella recisione del cordone ombelicale, nel lambimento della regione nasale e della bocca con rimozione del muco per favorire l’inizio della respirazione, della cute e della regione ano-genitale per stimolare l’urinazione e defecazione.

I comportamenti anomali possono essere riassunti in tre tipologie:

-disinteresse materno

-comportamento iperprotettivo

-aggressività/cannibalismo

e sono attribuibili ad ambiente, partoriente e neonati.

Le cause legate all’ambiente comprendono

-sovraffolamento

-promiscuità

-presenza di fonti di disturbo ed eccessive manipolazioni dei neonati.

Le cause associate alla partoriente includono 

-caratteristiche genetiche

-età (gatte troppo giovani o troppo vecchie possono avere scarso interesse per i neonati o presentare cannibalismo ricorrente)

-carriera riproduttiva (alterato comportamento materno più frequente nelle primipare)

-temperamento (gatte molto nervose si disinteressano ai neonati, li spostano di frequente e hanno atteggiamenti aggressivi nei loro riguardi)

-stato di salute.

gravidanza gattaÈ inoltre opportuno ricordare che, nei gatti a seguito di una gravidanza con taglio cesareo, nella fase di risveglio postchirurgico, le gestanti possono avere un comportamento materno alterato e devono quindi essere attentamente sorvegliate.

Le cause imputabili ai neonati riguardano la numerosità della cucciolata (sia in caso di elevata numerosità dei cuccioli, sia in caso di singoli nati si può manifestare disinteresse materno o cannibalismo) e il grado di vitalità neonatale (in caso di gattini poco vitali il disinteresse materno o anche l’eventuale cannibalismo è da considerarsi fisiologico).